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Porpora trombotica trombocitopenica, forte l'impatto sulla qualità di vita. PRO utili per gli studi di vita reale. #EHA2020

Martedi 28 Luglio 2020  Elisa Spelta
Le persone che soffrono di porpora trombotica trombocitopenica (TTP) hanno una qualità di vita ridotta rispetto alla popolazione generale, in quanto il deterioramento cognitivo e i problemi psicologici, quali ansia e depressione, impattano negativamente sulla vita sociale e lavorativa di questi soggetti. Inoltre, l’utilizzo dei cosiddetti ‘patient reported outcomes’ (PRO), ovvero le misure di esito riportate dai pazienti stessi, sembra essere una strategia efficace per valutare gli esiti di queste persone nella vita reale.

È quanto emerge da due studi presentati al congresso europeo di ematologia (EHA) che quest’anno si è tenuto in modalità interamente virtuale a causa dell’emergenza coronavirus.



La porpora trombotica trombocitopenica
La TTP acquisita o immuno-mediata è una rara malattia autoimmune della coagulazione del sangue, potenzialmente letale, che colpisce gli adulti intorno ai 40 anni. L'insorgenza della patologia è imprevedibile e molte delle persone colpite risultano sane prima del ricovero a causa di un attacco acuto.
La malattia è caratterizzata dall'estesa formazione di coaguli in piccoli vasi sanguigni in tutto il corpo, che porta a trombocitopenia grave (conta piastrinica molto bassa), anemia emolitica microangiopatica (perdita di globuli rossi dovuta a distruzione), ischemia (limitato apporto di sangue ai tessuti) e danni diffusi agli organi, specialmente al cervello e al cuore.

Per via delle sue manifestazioni acute, presenta un alto tasso di mortalità a pochi giorni dall’insorgenza, se non viene adeguatamente diagnostica e trattata. Nei pazienti che sopravvivono a un attacco acuto, i resoconti aneddotici descrivono difficoltà significative a tornare alla vita normale dopo la dimissione dall'ospedale, anche se i dati a questo riguardo sono limitati, soprattutto nel Regno Unito, dove è stata condotta la prima delle due analisi presentate al congresso.

Valutazione della qualità di vita dopo un attacco acuto
In questa prima analisi, i ricercatori hanno valutato la qualità della vita nei pazienti con TTP acquisita che sono sopravvissuti dopo un attacco acuto della malattia.
Sono stati intervistati rappresentanti delle associazioni dei pazienti per identificare gli aspetti rilevanti legati alla qualità di vita (QoL) e agli esiti della TTP, per validare una serie di domande su misura per i pazienti. È stato poi effettuato un sondaggio online per valutare la QoL, utilizzando il questionario SF-36, l'ansia e la depressione, utilizzando l’Hospital Anxiety and Depression Score (HADS), la funzione cognitiva, utilizzando il PRO Measurement Information System (PROMIS) - Cognitive Function Abilities - Short Form 6a (PROMIS CFASF-6a), e la produttività sul posto di lavoro in base al Work Productivity and Activity index (WPAI).

L'indagine è stata pubblicizzata attraverso i social media della rete britannica TTP Network e si è rivolta ai pazienti adulti dai 30 ai 50 anni, affetti da TTP e ai loro caregiver.

Tra luglio e novembre del 2019, hanno completato l'indagine 50 pazienti con TTP e 10 caregiver e ad oggi sono disponibili i dati demografici di 35 pazienti, per la maggior parte donne, di età compresa tra i 30 e i 60 anni.
Dall’analisi di questionari è emerso che i partecipanti avevano avuto una mediana di due attacchi acuti dal momento della diagnosi, di cui la metà aveva richiesto il ricovero in ospedale nei 12 mesi precedenti.

Qualità di vita ridotta nei pazienti con aTPP, specie in presenza di episodi acuti
I punteggi medi del questionario SF-36 ottenuti dai soggetti valutati sono stati nettamente inferiori rispetto a quelli della popolazione di riferimento del Regno Unito, a suggerire un peggioramento complessivo della qualità di vita nei soggetti affetti dalla malattia e in chi li assiste. Il punteggio medio relativo alla componente fisica è risultato pari a 42,16 (9,59) nei pazienti con aTTP contro 53,64 (5,88) della popolazione britannica di riferimento, mentre il punteggio medio relativo alla componente mentale è risultato pari rispettivamente a 33,61 (12,34) contro 51,28 (9,01).

Inoltre pazienti che avevano presentato un episodio acuto negli ultimi 12 mesi hanno ottenuto un punteggio inferiore in ogni dominio rispetto a chi non lo aveva avuto.

Il punteggio medio della valutazione della funzione cognitiva con il PROMIS CFASF-6a è risultato pari a 39,89 (7,89) punti, con una deviazione standard inferiore rispetto a quella della popolazione generale degli Stati Uniti (media 50, DS 10), a indicare una disfunzione cognitiva rilevante nella popolazione analizzata.

Livelli moderati di ansia e depressione, e calo della produttività lavorativa
Inoltre, si sono registrati in tutti i pazienti livelli moderati di ansia (mediana: 12, IQR 4) e sintomi depressivi (mediana: 12; IQR 2,75) valutati con l’HADS (la scala va da 0 a 21, dove un punteggio da 0 a 7 indica un livello normale un punteggio da 8 a 10 un livello lieve, un punteggio da 11 a 14 un livello moderato e un livello da 15 a 21 un livello grave).

Ventinove dei 50 intervistati avevano un impiego al momento del completamento dell'indagine, ma in questi soggetti è stata riportata una perdita della produttività lavorativa media del 51% (includendo nell’analisi i giorni di assenza dal lavoro per motivi di salute e la perdita di produttività durante lo svolgimento dell’attività lavorativa). In tutti i 50 intervistati, il calo generale di attività è stato del 56%.

Servono risorse per la riabilitazione psicologica
I dati di questo studio mostrano dunque una riduzione della qualità della vita nei pazienti che sopravvivono a un attacco acuto di aTTP rispetto alla popolazione del Regno Unito, con un deterioramento cognitivo rilevante. Queste persone soffrono in particolare di ansia e depressione e riferiscono una riduzione dell’attività lavorativa e delle attività quotidiane. Per questi motivi, concludono gli autori, i servizi sanitari dovrebbero destinare risorse specifiche per la riabilitazione psicologica di queste persone.

L’importanza degli outcome riferiti dai pazienti
La seconda analisi presentata al meeting EHA ha riguardato la valutazione degli outcome appropriati nell’aTPP dal punto di vista del paziente.
La raccolta dei PRO è fondamentale per comprendere il vero impatto della malattia dal punto di vista del paziente. Nelle malattie rare, la selezione di PRO rilevanti è particolarmente complessa, a causa della variabilità e dell'eterogeneità di tali malattie.

Nel lavoro riportato al convegno, in particolare, i ricercatori hanno descritto i metodi utilizzati per orientare la scelta dei PRO per uno studio non di intervento su pazienti con aTTP che si incontrano nella pratica clinica.

Metodo per identificare i PRO rilevanti in quattro step
Gli autori hanno seguito un processo costituito da quattro step: 1) revisione della letteratura su pazienti con aTTP; 2) selezione di concetti rilevanti identificati come importanti dai membri di un’associazione di pazienti; 3) costruzione di mappe concettuali per selezionare i PRO rilevanti e i concetti misurati; 4) ulteriore validazione da parte dei pazienti degli strumenti selezionati e sviluppo di domande su misura.

La revisione della letteratura ha evidenziato una mancanza di studi relativi alla scelta dei concetti rilevanti, con un solo studio pubblicato sui pazienti con aTTP che hanno riportato dati sulla qualità di vita misurata con l’SF-36. La discussione con l’associazione dei pazienti ha confermato che alcuni aspetti dell’SF-36 (per esempio, fare la spesa, pulire, giocare con i bambini) sono rilevanti per i soggetti con aTTP.

Sono stati identificati come importanti anche altri aspetti, quali "preoccupazioni relative al viaggiare", "incapacità di tornare al lavoro", "problemi di memoria e di concentrazione" e "flashback". Le mappe concettuali hanno mostrato che alcuni aspetti (per esempio, i "problemi di memoria e di concentrazione") potevano essere indagati con il PROMIS CFASF-6a, e altri aspetti (stato di occupazione, assenteismo dovuto a problemi di salute e produttività percepita nella scorsa settimana) potevano essere misurati mediante il WPAI e una serie di domande su misura.

A tre singoli pazienti è stato chiesto di approvare i PRO selezionati e le domande su misura. Gli strumenti selezionati sono stati descritti come "facili da capire" e rilevanti per l’aTTP, anche se il numero totale di voci è stato considerato troppo elevato per i singoli individui nelle prime fasi della diagnosi.

Ascoltare la voce dei pazienti
Lo studio ha quindi concluso che il coinvolgimento precoce dei pazienti ha permesso di validare una strategia in grado di misurare PRO rilevanti per la malattia.  Come spiegano gli autori, ascoltare direttamente i pazienti su come misurare gli aspetti per loro importanti è un passo prezioso per garantire una raccolta di dati incentrata sul paziente per uno studio sugli outcome nel mondo reale.

S. J. Holmes et al., Survivorship in acquired thrombotic thrombocytopenic purpura (attp) – impacts on quality of life (qol) and cognitive functioning in patients from the uk, 25 EHA, Abstract: EP1729
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S. J. Holmes et al., Early engagement of the ‘patient voice’ to inform selection of outcome measures in rare disease: an example from a survey study in acquired thrombotic thrombocytopenic purpura (ATTP), 25 EHA, Abstract PB2477 
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Fonte: pharmastar.it
URL: https://www.pharmastar.it/news//oncoemato/porpora-trombotica-trombocitopenica-forte-limpatto-sulla-qualit-di-vita-pro-utili-per-gli-studi-di-vita-reale-eha2020-33016