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Sanità

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Sanità: dal 30 gennaio anche ricetta bianca diventa digitale

In Gazzetta decreto dematerializzazione, migliora tracciabilità

Redazione ANSA ROMA 19 gennaio 2021 16:57
Dal 30 gennaio anche ricetta bianca diventa digitale  © Ansa

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Anche la ricetta bianca, ovvero quella utilizzata dai medici per prescrivere farmaci non a carico del Servizio Sanitario Nazionale, diventa elettronica. A dare il via libera è il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 30 dicembre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che entrerà in vigore il 30 gennaio, dal titolo "Dematerializzazione delle ricette mediche per la prescrizione di farmaci non a carico del Servizio sanitario nazionale e modalità di rilascio del promemoria della ricetta elettronica attraverso ulteriori canali".
Malattie Rare

pharmastar.it

Malattie Rare, l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" inaugura il Master annuale di II Livello

Lunedi 18 Gennaio 2021  Redazione

In Italia ci sono circa 2 milioni di persone affette da malattie rare, adulti e bambini che hanno degli specifici bisogni e che sono portatori di diritti che a volte fanno fatica ad essere riconosciuti. Trovare nel proprio percorso dei professionisti preparati in maniera specifica, e quindi formati per attuare una corretta presa in carico, non solo facilita la loro vita, ma rende tutto il sistema più efficiente.
Proprio per questo motivo l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha ideato il Master di II Livello in Malattie Rare della durata di un anno e, in affiancamento a questo, il Corso di Perfezionamento della durata di 6 mesi, le cui offerte formative sono state presentate oggi alla stampa in media partnership con l’Osservatorio Malattie Rare.


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Sclerosi multipla, effetti benefici su tasso di recidive e progressione della disabilità dall'esposizione ai farmaci immunomodulanti per oltre 15 anni

Domenica 17 Gennaio 2021  Redazione

L'esposizione a lungo termine all'immunoterapia (intesa come immunomodulazione mediante farmaci modificatori della malattia) ha ridotto il tasso di recidive e progressione della disabilità in una grande coorte di pazienti con SM seguita per 15 anni, secondo i risultati di uno studio pubblicato su “Neurology”.

«Una prova dell'effetto a lungo termine dell'immunomodulazione sull'accumulo della disabilità neurologica correlata alla SM è la chiave per stabilire le sue proprietà di modificazione della malattia» scrivono i ricercatori dell’MSBase Study group, guidati da Tomas Kalincik, del Royal Melbourne Hospital dell’Università di Melbourne (Australia).