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Manovra. Diagnostica di primo livello dal medico di famiglia. Ecco come funzionerà e come saranno suddivisi i 235 milioni

Per i medici di famiglia che lavorano da soli nel proprio studio (circa 13 mila) la dotazione finanziaria per l’acquisto dei dispositivi diagnostici sarà di 10 mila euro mentre per gli studi aggregati (circa 8 mila) di medici di famiglia (dove convivono più di 32 mila professionisti) avranno una dotazione finanziaria di 12 mila euro. Ecco cosa prevedono la relazione tecnica allegata alla Legge di Bilancio.

06 NOV - ECG, holter, spirometro, dermoscan, servizi di tele-care e tele-Health e telemonitoraggio, teledermatologia, retinografia, polisonnografia. Sono questi alcuni degli strumenti di diagnostica di primo livello che la Legge di Bilancio con uno stanziamento di 235,8 mln a valere sulle risorse per l’edilizia sanitaria ha deciso di affidare ai medici di famiglia.

A disciplinare il tutto, ricordiamo, dovrà essere un decreto del Ministero della Salute da attuare entro il 31 gennaio 2020 previa intesa in Stato-Regioni. L’obiettivo, secondo la misura è che “i medici di medicina generale, assumono una valenza centrale ed erogano una definita gamma di servizi ai cittadini (prestazioni di primo livello: servizi di tele-care e tele-Health e telemonitoraggio, ecg, holter, holter pressorio, teledermatologia, retinografia, polisonnografia, ecc.) in grado di concorrere alla sostenibilità del Servizio Sanitario Pubblico, realizzando una più forte presa in carico degli utenti, migliorando la gestione delle cronicità, decongestionando le liste di attesa, favorendo un minore ricorso al Pronto Soccorso e garantendo in buona sostanza più elevati livelli di appropriatezza delle cure”.

 

 
In questi giorni, dal momento della presentazione del Ddl Bilancio, si è molto discusso sul funzionamento di questa misura e sull’entità delle risorse dove per esempio lo Smi stima un investimento di 4 mila euro a medico di base.
 
Ma i conti, non rappresentano una semplice divisione tra numero di medici e risorse e a metterli nero su bianco è proprio la relazione tecnica allegata alla Legge di Bilancio.
 
La stima dell’onere derivante dal fabbisogno di apparecchiature sanitarie da destinare per le prestazioni di competenza dei medici di medicina generale ammonta come abbiamo visto a circa 235,834 mln di euro.
 
“L'importo – si legge nei documenti tecnici - è stato stimato considerando distribuiti sul territorio nazionale circa 46.243 medici di medicina generale (valore fornito da annuario statistico ENPAM anno 2017) e tenendo in considerazione che sull'intero territorio i medici sono distribuiti in modo disomogeneo”.
 
In questo quadro la relazione tecnica al ddl Bilancio ipotizza quanto segue:
1. circa 13.873 medici di medicina generale, corrispondenti al 30% operano in ambiti isolati. Si ipotizza un investimento unitario pari a €. 10.000,00, finalizzato all'acquisto di dispositivi diagnostici digitali di primo livello (ECG, holter, spirometro, dermoscan, etc), per un costo totale pari a €. 138.730.000,00
 
2. circa 8.092 ambiti aggregati di medici di medicina generale, in cui i rimanenti 32.370 medici, corrispondenti al 70% del totale, operano in aggregazioni mediamente composte da 4 unità. Si ipotizza un investimento unitario pari a €. 12.000,00, finalizzato all'acquisto di dispositivi diagnostici digitali di primo livello (ECG, holter, spirometro, dermoscan, etc), per un costo totale pari a €. 97.104.000,00.
 
In sostanza i medici che sono soli nel loro studio vedranno assegnarsi 10 mila euro, mentre gli studi aggregati di medici di famiglia avranno una dotazione finanziaria di 12 mila euro.
 
Luciano Fassari


Fonte: quotidianosanita.it
URL: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=78505