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quotidianosanita.it

Coronavirus in Cina. Confermato contagio anche da uomo a uomo. Oms convoca riunione d’emergenza. Ma gli esperti non concordano sulla stima dei casi: per le autorità cinesi sono 200, per alcuni ricercatori britannici 1.700

Si svolgerà domani la riunione del comitato di emergenza dell’Oms per valutare la gravità dell’epidemia di coronavirus in corso in Cina. Al momento non sono previste indicazioni di restrizione sui viaggi e il commercio con la Cina. In attesa di valutare la situazione le raccomandazioni standard per prevenire la diffusione dell'infezione includono il lavaggio regolare delle mani, la copertura della bocca e del naso quando si tossisce e starnutisce, cucinando accuratamente carne e uova. Evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti. LE INDICAZIONI DEL MINISTERO

21 GEN - L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha convocato un comitato di emergenza di esperti per mercoledì 22 gennaio per valutare se l'epidemia di coronavirus in Cina costituisca o meno un'emergenza internazionale.
 
La decisione è stata presa a seguito della comunicazione da parte della National Health Commission cinese che il coronavirus di Wuhan può essere trasmesso da uomo a uomo e che anche il personale medico è stato infettato.


 La comunicazione della massima istituzione sanitaria cinese ha fatto seguito alla notizia secondo cui la Corea del Sud aveva confermato il suo primo caso, diventando così il terzo Paese al di fuori della Cina a rilevare il virus. I tre casi precedentemente confermati all'estero, due in Tailandia e uno in Giappone, riguardavano tutti persone che avevano visitato Wuhan.
 
Al momento le fonti ufficiali parlano di circa 200 persone contagiate con epicentro a Wuhan e casi isolati in più città cinesi, tra cui la capitale Pechino e Shanghai (nella foto che riportiamo diffusa dalla Cnn, i membri del personale medico trasportano un paziente nell'ospedale Jinyintan di Wuhan, dove i pazienti infetti dal coronavirus di Wuhan sono in cura, il 18 gennaio 2020).

 

 
I 200 casi confermati ufficialmente in Cina sono però molto lontani dai 1.700 che ha stimato un recente studio dell'Imperial College di Londra, che considera il numero di infezioni nello stesso Wuhan una grave sottovalutazione che può far aumentare il rischio che i portatori del virus possano aver già viaggiato altrove in Cina prima che fossero messe in atto misure di screening.
 
I ricercatori britannici hanno basato i loro calcoli sul numero di casi già segnalati in Tailandia e Giappone e sul numero stimato di persone in partenza dall'aeroporto internazionale di Wuhan.
 
Cosa sappiamo fino ad ora. I coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus che causano malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV). Un nuovo coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non è stato precedentemente identificato nell'uomo.  
 
I coronavirus sono zoonotici, nel senso che vengono trasmessi tra animali e persone. Indagini dettagliate hanno scoperto che SARS-CoV è stato trasmesso dai gatti zibetto agli umani e MERS-CoV dai cammelli dromedari agli umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato l'uomo.
 
Il 31 dicembre 2019, l'OMS China Country Office è  stato informato  dei casi di polmonite di eziologia sconosciuta (causa sconosciuta) rilevata nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Un nuovo coronavirus (2019-nCoV) è  stato identificato come virus causale dalle autorità cinesi il 7 gennaio.
 
Il 10 gennaio, l'OMS ha pubblicato una serie di consigli provvisori per tutti i paesi su come prepararsi a questo virus, incluso come monitorare i malati, testare i campioni, trattare i pazienti, controllare le infezioni nei centri sanitari, mantenere le giuste forniture e comunicare con il pubblico su questo nuovo virus.
 
I segni comuni di infezione includono sintomi respiratori, febbre, tosse, respiro corto e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. 
 
Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l'OMS non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio. I paesi sono incoraggiati a continuare a rafforzare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con i regolamenti sanitari internazionali (2005).
 
Le raccomandazioni standard per prevenire la diffusione dell'infezione includono il lavaggio regolare delle mani, la copertura della bocca e del naso quando si tossisce e starnutisce, cucinando accuratamente carne e uova. Evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

21 gennaio 2020


Fonte: quotidianosanita.it
URL: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=80484