Medicina e Biologia

  • Arriva il corpo umano su chip

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    Arriva il corpo umano su chip

     FARMACEUTICA Arriva il corpo umano su chip -  'Corpo umano su chip' del Mit /credits Felice Frankel

    Pubblicato il: 14/03/2018 13:34

     Dagli ingegneri del Mit (Massachusetts Institute of Technology) americano una tecnologia avveniristica per valutare i nuovi farmaci. Utilizzando una piattaforma microfluidica che collega tessuti ingegnerizzati prelevati da un massimo di 10 organi, i ricercatori sono stati in grado di replicare accuratamente le interazioni delle parti corrispondenti del nostro organismo per diverse settimane. Una sorta di 'corpo umano su chip', in grado di consentire agli scienziati di misurare gli effetti di una o più molecole sugli esseri umani, con la promessa di ridurre in futuro i test sugli animali. Questo sistema potrebbe rivelare, per esempio, se un farmaco mirato a trattare un organo avrà effetti avversi su un altro.

  • Corea di Huntington, primi risultati incoraggianti da farmaco antisenso

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    Corea di Huntington, primi risultati incoraggianti da farmaco antisenso

    Ionis Pharmaceuticals ha reso noti i risultati preliminari di uno studio di Fase I/II in pazienti con malattia di Huntington a cui è stato somministrato un candidato farmaco antisenso sperimentale chiamato IONIS-HTTRx (RG6042).

    I pazienti trattati con hanno sperimentato una riduzione dose-dipendente della proteina mutante che guida la progressione della malattia neurodegenerativa. Gli eventi avversi sono stati lievi e nessun partecipante ha interrotto lo studio.
  • SLA: aumento attività delle cellule Treg associata a rallentamento progressione malattia

    popsci.it

    SLA: aumento attività delle cellule Treg associata a rallentamento progressione malattia

    MEDICINA  Mar 07,2018 

    (Reuters Health) – L’espansione delle cellule T regolatorie sarebbe associata a tassi più lenti di progressione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). È quanto emere da una ricerca condotta su topi da laboratorio transgenici e sull’uomo. Lo studio, pubblicato su JAMA Neurology, è stato coordinato da Bradley Turner, dell’Università di Melbourne, in Australia.

    Il razionale dello studio
    Nei modelli animali con SLA e nei pazienti che soffrono di questa malattia, livelli ridotti di Treg sarebbero associati a una più rapida progressione della patologia. Per verificare questa ipotesi, Turner e colleghi hanno studiato il ruolo delle Treg nel regolare la fisiopatologia della SLA sull’uomo e l’effetto terapeutico dell’aumento dell’attività delle Treg in uno modello animale.

  • Scoperta la proteina che innesca la crescita dei tumori

    ansa.it

    Scoperta la proteina che innesca la crescita dei tumori

    Ricerca italiana, il prossimo obiettivo è bloccarla

    Redazione ANSA 06 marzo 2018 20:01
    Tessuto tumorale di topo nel quale sono evidenziati i macrofaci, le cellule del sistema immunitario che vengono indotte ad aiutare la crescita dei tumori (fonte: Tim Lämmermann, Max Planck Institute of Biochemistry) © Ansa

        Individuata la proteina che permette ai tumori di crescere e conoscerla permette di bloccare le cellule del sistema immunitario chiamate macrofagi, che da tempo si sono rivelate tra le migliori alleate dei tumori. La scoperta è pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas ed è stata condotta da Emanuele Giurisato, del dipartimento di Medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena, con Cathy Tournier, dell'università di Manchester, e William Vermi, dell'Università di Brescia. 

  • L'inquinamento prende controllo del Dna e scatena malattie

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    L'inquinamento prende controllo del Dna e scatena malattie

    Indagine su 1.000 individui

    Redazione ANSA  06 marzo 2018 18:19
    Scoperto il meccanismo con cui l'inquinamento scatena malattie © Ansa

    Gli inquinanti presenti nell'ambiente possono 'prendere il controllo' del Dna, accedendo in questo modo alcuni geni piuttosto che altri e aprendo la strada a malattie cardiache e respiratorie. Lo indica la prima indagine basata sull'analisi del Dna di oltre 1.000 individui. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la ricerca è stata condotta in Canada, dal gruppo dell'Ontario Institute for Cancer Research guidato da Philip Awadalla.

  • Buon compleanno Dna: la doppia elica compie 65 anni

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    Buon compleanno Dna: la doppia elica compie 65 anni

    MEDICINA Feb 26,2018

    Era il lontano 28 febbraio 1953 quando il biologo americano James Watson e il fisico britannico Francis Crick, chiusi in uno dei laboratori di Cambridge, scoprivano la doppia elica del Dna. In questi 65 anni la struttura portante della vita di strada ne ha fatta parecchia fino a diventare, da oggetto sconosciuto, una vera icona pop entrando nel mondo delle emoji.

    “La doppia elica è diventata un simbolo potentissimo, della biologia e di tutta la scienza, perché in realtà nessuno si aspettava che la soluzione al rompicapo del patrimonio genetico fosse così semplice: scoprire che tutto è contenuto in un testo lineare, composto da un alfabeto di solo quattro ‘lettere’, è stato un fulmine a ciel sereno”, ricorda il genetista Edoardo Boncinelli.

  • Favismo, quell’«allergia letale» alle fave

     corriere.it/salute/pediatria 22/02/18

    TIPICA DI CERTE ZONE D’ITALIA

    Favismo, quell’«allergia letale» alle fave

    di Vera Martinella

    La vicenda più recente è di pochi giorni fa: un bimbo di due anni ricoverato d’urgenza al Policlinico Sant’Orsola di Bologna per aver mangiato pasta e fave al nido. Potenzialmente mortale, specialmente nei bambini, eppure curabilissima se la si riconosce, il favismo sarebbe protagonista perfetto di una puntata della serie tv del «dottor House». Al centro della storia, infatti, c’è un difetto genetico, la carenza da glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD): chi ne è portatore, se mangia le fave, rischia la vita. Una malattia rara in generale, ma più diffusa in certe zone del mondo, tra le quali parti d’Italia.

    Una malattia «vecchissima» e non tanto rara

    Potrebbe essere stato persino Pitagora, più noto per le sue doti matematiche e il relativo teorema che come medico, a scoprire per la prima volta nel V secolo avanti Cristo che le fave potevano essere molto pericolose, persino letali, per alcuni esseri umani. A questa patologia, meno rara di quanto si creda, la prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine ha recentemente dedicato un articolo, firmato da due dei maggiori esperti sul tema, gli italiani Lucio Luzzatto e Paolo Arese.

  • Malattia di Behçet, per apremilast conferme in fase III in pazienti con ulcere orali in fase attiva

    Malattia di Behçet, per apremilast conferme in fase III in pazienti con ulcere orali in fase attiva

    • Giovedi 22 Febbraio 2018  Redazione

    In occasione del convegno annuale dell'American Academy of Dermatology (AAD), che si è appena concluso a San Diego, sono stati presentati i dati dello studio RELIEF di fase III su apremilast in pazienti affetti dalla malattia di Behçet con ulcere orali in fase attiva. Alla settimana 12, i risultati hanno mostrato riduzioni statisticamente significative nelle ulcere orali con apremilast 30 mg, due volte al giorno (BID) rispetto al placebo.

    La malattia di Behçet è una patologia infiammatoria multisistemica cronica e rara. Le ulcere orali, manifestazione più frequente di questa malattia, possono essere disabilitanti e avere un impatto negativo sulla qualità di vita. Lo studio in questione ha valutato principalmente l’effetto di apremilast sulle ulcere orali recidivanti in pazienti affetti dalla malattia di Behçet in fase attiva, in precedenza trattati con almeno un farmaco topico o sistemico.
  • Creati nanorobot in grado di eliminare 4 tumori

    popsci.it

    Creati nanorobot in grado di eliminare 4 tumori

    MEDICINA 

    Feb 13,2018 

    Sono minuscoli, ma sono potentissimi. Sono dei nanorobot in grado di neutralizzare neoplasie della pelle, dei polmoni, delle ovaie e del seno semplicemente bloccando i vasi sanguigni che nutrono le cellule tumorali. In questo modo quindi il tumore si spegne e muore. Pubblicata su Nature Biotechnology, la ricerca è stata condotta fra Stati Uniti e Cina, nell’Arizona State University e nel Centro nazionale per le nanoscienze (Ncnst).

    Armi intelligenti contro i tumori
    E’ un altro passo in avanti nella messa a punto di armi intelligenti capaci di colpire esclusivamente le cellule tumorali lasciando intatte quelle sane. Ciascun nanorobot è fatto di un foglietto di Dna dello spessore di 90 per 60 milionesimi di millimetro (nanometri), alla cui superficie è attaccato l’enzima chiamato trombina e che diventa un’arma letale per i tumori.

  • Quei 'flash' ad alta definizione che illuminano meglio le cellule malate

    Quei 'flash' ad alta definizione che illuminano meglio le cellule malate

    Il Cnr ha messo a punto un metodo che usa i princìpi della fotonica per la diagnosi delle patologie

    10 febbraio 2018,17:08 Quei 'flash' ad alta definizione che illuminano meglio le cellule malate

    Messa a punto un'innovativa tecnica spettroscopica che permette di misurare simultaneamente e senza necessità di contatto le proprietà meccaniche e chimiche di cellule viventi e tessuti, con una risoluzione altissima. Si tratta di uno strumento importante per la diagnosi di diverse patologie, comprese il tumore. A realizzarlo è stato un gruppo di ricercatori dell'Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Iom-Cnr) di Perugia e dell'Istituto di biofisica (Ibf) del Cnr di Trento, in collaborazione con colleghi dell'Università di Perugia.

  • Charpentier, riscrivere i geni per combattere le malattie

    ansa.it

    Charpentier, riscrivere i geni per combattere le malattie

    Le prossime sfide del taglia-incolla il Dna 

    Redazione ANSA  11 febbraio 2018 10:58
    La tecnica che permette di tagliare e riscrivere precise sequenza del Dna sta aprendo la strada a numerose applicazioni nelle biotecnologie e nella biomedicina (fonte: Wellcome Images) © Ansa

    "La sfida del futuro e' sviluppare la tecnica del taglia-incolla il Dna come una terapia per le malattie genetiche umane": guarda al futuro Emmanuelle Charpentier, una delle 'mamme' della tecnica che permette di riscrivere il codice genetico, la Crispr-Cas9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), in Italia per raccontare, nell'Accademia dei Lincei a Roma, gli sviluppi di uno dei piu' importanti strumenti al servizio della biologia nell'ultimo mezzo secolo.

  • Ovociti in provetta, si prepara la richiesta per la fecondazione

    ansa.it/

    Ovociti in provetta, si prepara la richiesta per la fecondazione

    La coordinatrice della ricerca, prossimo passo è vedere lo sviluppo degli embrioni 

    Redazione ANSA 09 febbraio 2018 17:52 

    Le tre tappe del processo di maturazione degli ovociti in laboratorio (fonte: Evelyn Telfer e Marie McLaughlin, University of Edinburgh) © Ansa

    Avere l'autorizzazione alla fecondazione degli ovociti coltivati in provetta è l'obiettivo al quale stanno lavorando attualmente i ricercatori della Scuola di Scienze Biologiche dell'Università di Edimburgo guidati da Evelyn Telfer. "Siamo nell'iter del progetto da sottoporre all'approvazione", ha detto Telfer all'ANSA.

  • Allerta Ecdc, si avvicina all'Europa la zanzara che porta febbre gialla e Zika

    ansa.it

    Allerta Ecdc, si avvicina all'Europa la zanzara che porta febbre gialla e Zika

    Paesi europei si attrezzino, se non si prendono misure l'insetto si diffonderà nelle aree estreme del Vecchio Continente

    Redazione ANSA   ROMA  06 febbraio 2018 10:00

    Aedes aegypti mosquito © ANSA/AP

  • Colorante blu rapidissimo contro malaria,eliminata in 48 ore

    ansa.it

    Colorante blu rapidissimo contro malaria,eliminata in 48 ore

    Utilizzato assieme ai farmaci classici uccide il parassita

    Redazione ANSA 6 Febbraio 2018  10:23

     © ANSA

    (ANSA) - ROMA, 6 FEB - Il colorante blu di metilene, aggiunto alla terapia classica, uccide con rapidità senza precedenti il parassita della malaria, funziona anche contro i ceppi resistenti ai farmaci e soprattutto consente di prevenire nuovi contagi proprio per la sua azione rapidissima.
        È quanto dimostrato in un esperimento condotto in Mali e coordinato da Teun Bousema dell'università olandese Radboud. I risultati dello studio sono apparsi sulla rivista The Lancet Infectious Diseases.

  • CAR T-cells dell'ospedale Bambino Gesù: presente e futuro di una terapia made in Italy

    pharmastar.it

    CAR T-cells dell'ospedale Bambino Gesù: presente e futuro di una terapia made in Italy

    • Martedi 6 Febbraio 2018  Alessandra Terzaghi
       

    Nei giorni scorsi l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha annunciato di aver trattato con successo un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta con le CAR T-cells, cellule T del paziente modificate in laboratorio in modo da far loro esprimere un recettore chimerico capace di riconoscere un antigene presente sulla superficie delle cellule tumorali. Approfondiamo la notizia con un'intervista al professor Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, presso il quale si è svolta la ricerca e la sperimentazione.

        La notizia ha avuto grande risonanza sui media, in primo luogo perché il bimbo è il primo paziente italiano trattato con questo tipo di immunoterapia cellulare nell'ambito di uno studio accademico, non sponsorizzato da un’industria, e poi perché le cellule modificate i ricercatori del Bambino Gesù se le sono ‘fatte in casa’. 
  • Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

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    Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

     MEDICINA

    Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

    L'équipe guidata da Marco Codenotti durante l'intervento

    E' un microchip di circa 3 millimetri e 1.600 sensori ed è in grado di restituire una visione indipendente, senza la necessità di supporti esterni come telecamere o occhiali. Un vero e proprio modello di retina artificiale, impiantato all'ospedale San Raffaele di Milano "per la prima volta in Italia", fanno sapere dalla struttura del gruppo ospedaliero San Donato. La protesi sottoretinica hi-tech è stata utilizzata su una donna non vedente che ora "sta bene ed è stata dimessa dall'ospedale", dopo il delicato intervento durato quasi 11 ore, condotto da un'équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica dell'Unità di Oculistica, diretta da Francesco Maria Bandello. L'operazione è stata interamente finanziata da Banca Mediolanum.

  • Epilessia di nuova diagnosi, eslicarbazepina QD utile opzione per monoterapia di prima linea negli adulti

    Epilessia di nuova diagnosi, eslicarbazepina QD utile opzione per monoterapia di prima linea negli adulti

    Sabato 3 Febbraio 2018  Giorgio Ottone

    Secondo uno studio pubblicato online su "Epilepsy", eslicarbazepina acetato, con la sua formulazione unum/die (QD), offre un'utile opzione per la monoterapia di prima linea in pazienti adulti con epilessia di nuova diagnosi e crisi a esordio focale.

    Secondo uno studio pubblicato online su “Epilepsy”, eslicarbazepina acetato, con la sua formulazione unum/die (QD), offre un'utile opzione per la monoterapia di prima linea in pazienti adulti con epilessia di nuova diagnosi e crisi a esordio focale.
  • Nuovo sistema miniaturizzato libera farmaci nel cervello con precisione millimetrica

    popsci.it

    Nuovo sistema miniaturizzato libera farmaci nel cervello con precisione millimetrica

    HI-TECH  Feb 02, 2018 

    (Reuters Health) – Un sistema miniaturizzato messo a punto per liberare farmaci nel cervello con precisione millimetrica: si tratta di una innovativa strumentazione di dimensioni molto ridotte capace di erogare, con estrema precisione, volumi di farmaco inferiori al millimetro nelle aree cerebrali, riferiscono i ricercatori statunitensi i cui studi in merito sono pubblicati sulla rivista Translational Medicine. “La somministrazione locale di farmaci nelle diverse aree del cervello non solo è fattibile, ma potrebbe persino trovare impiego per il trattamento di condizioni croniche – spiegano Michael J. Cima e colleghi del Massachusetts Institute of Technology – Questo sistema a rilascio controllato da ‘remoto’ potrà consentire la somministrazione mirata di più farmaci con tossicità sistemica minima e tempi di terapia ridotti”.

    Il sistema MiNDS

  • Shire potrebbe cambiare terapia immunodeficienze

    pharmastar.it 

    Shire potrebbe cambiare terapia immunodeficienze 

    Shire si è aggiudicata in anticipo un prodotto sperimentale che potrebbe un giorno sostituire le infusioni endovenose (IV) di anticorpi concentrati, che vengono somministrati ai pazienti con immunodeficienze congenite per potenziarne il sistema immunitario.

    Shire si è aggiudicata in anticipo un prodotto sperimentale che potrebbe un giorno sostituire le infusioni endovenose (IV) di anticorpi concentrati, che vengono somministrati ai pazienti con immunodeficienze congenite per potenziarne il sistema immunitario.

    L’azienda britannica leader nelle malattie rare ha annunciato di aver ottenuto in licenza un candidato autoimmune preclinico di AB Biosciences, progettato per migliorare le immunoglobuline per via endovenosa o IVIg. 
  • Grazie alla separasi la replicazione del Dna avviene a velocità controllata

    CNR.it

    COMUNICATO STAMPA

    Grazie alla separasi la replicazione del Dna avviene a velocità controllata

    02/02/2018

    Uno studio coordinato dall’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr e pubblicato su Nucleic Acids Research ha identificato una nuova funzione dell’enzima separasi, cioè un meccanismo molecolare che regola la velocità di replicazione del Dna, preservando la stabilità del genoma. Lo studio potrebbe contribuire alla ricerca sul cancro

    Alcuni ricercatori dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) hanno individuato una nuova funzione dell’enzima separasi, essenziale nella replicazione del Dna. La precisione di questo processo è essenziale per la sopravvivenza e il funzionamento delle cellule, e per questo è soggetto a numerosi controlli che garantiscono la stabilità del genoma. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nucleic Acids Research.