nanotecnologie

  • cnr.it COMUNICATO STAMPA

    Origami di DNA per diagnosi non invasive

    09/12/2019

    Figura 1Figura 1

    Biosensori da usare per diagnosi cliniche accurate e perfettamente biocompatibili, realizzati con piccole sequenze di DNA sintetico ripiegate su stesse: questo il risultato di una ricerca pubblicata su Nano Research. Il lavoro è il frutto di una collaborazione internazionale della durata di tre anni, che ha coinvolto l’Istituto officina dei materiali del Cnr, la Molecular Foundry di Berkeley, le Università di Nova Gorica e Graz

    Un gruppo di ricerca internazionale che ha coinvolto l’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom), la Molecular Foundry di Berkeley, le Università di Nova Gorica e di Graz (Austria), dopo tre anni di studio, ha pubblicato su Nano Research, un importante risultato: possiamo costruire dei sensori costituiti di solo DNA in grado di rilevare la presenza di target specifici.


  • ansa.it

    Primo neurone artificiale, possibile arma contro l'Alzheimer

    Costruito su un chip, utile per combattere molte altre malattie

    Enrica Battifoglia 04 dicembre 2019 11:42
    Il primo chip che riproduce il comportamento di un neurone (fonte:  University of Bath) © Ansa

     Promette di diventare una futura arma per combattere le malattie causate dalla degenerazione delle cellule nervose, come l'Alzheimer: il primo neurone artificiale in silicio risponde ai segnali del sistema nervoso e segna un passo in avanti verso la possibilità di riparare circuiti nervosi e ripristinare funzioni perdute. Descritto sulla rivista Nature Communications, è il frutto della ricerca coordinata da Alain Nogaret, del dipartimento di Fisica dell'università britannica di Bath, e condotta con l'università svizzera di Zurigo e quella neozelandese di Auckland. Fanno parte del gruppo di lavoro anche gli italiani Elisa Donati e Giacomo Indiveri, entrambi dell'Università di Zurigo.

  • ansa.it

    'Prova su strada' per il chip che imita il cervello umano - VIDEO

    Test su una bici autonoma, destinato all'intelligenza artificiale

    Enrica Battifoglia 01 agosto 2019 10:36
    Costruito il primo chip che imita il cervello umano, destinato all'intelligenza artificiale (fonte: Pixabay) © Ansa

      Una bicicletta si muove autonomamente e in perfetto equilibrio, riconosce gli ostacoli lungo il suo percorso in tempo reale e obbedisce ai comandi vocali che le dà l'uomo che cammina al suo fianco: è stata questa la 'prova su strada' del primo chip destinato all'intelligenza artificiale grazie a componenti capaci di imitare il comportamento dei neuroni nel cervello umano. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, segna il primo passo concreto verso una nuova generazione di dispositivi destinati all'intelligenza artificiale.

  • ansa.it

    Una gola artificiale potrebbe ridare voce a chi l'ha persa

    Sottile come la pelle, si indossa sul collo come un tatuaggio

    Redazione ANSA ROMA 24 luglio 2019 19:01
    Una gola artificiale potrebbe ridare voce a chi l'ha persa © Ansa

      Una gola artificiale indossabile potrebbe ridare la voce alle persone rimaste senza a causa di lesioni alle corde vocali: si attacca al collo, come un tatuaggio temporaneo, ed è capace di trasformare i movimenti della gola in suoni.

  • cordis.europa.eu

    Nano-veicoli somministrano i farmaci dove sono necessari

    Ricercatori finanziati dall’UE hanno sviluppato dei nano-veicoli in grado di superare la risposta immunitaria del corpo e le barriere biologiche per somministrare i farmaci nel sito bersaglio.

    © Volodymyr Horbovyy, Shutterstock

    I farmaci usati per trattare malattie gravi, quali ad esempio il cancro e l’Alzheimer, non sono nemmeno lontanamente efficaci quanto potrebbero. Per l’Alzheimer, solo il 30 % dei pazienti risponde alla terapia, una statistica che fa riflettere considerando che sono circa 33 milioni le persone al mondo affette da questa malattia. Il tasso di risposta per il cancro è persino più basso. Solo un quarto reagisce positivamente al trattamento e 9,6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di varie forme della malattia.

    Durante il progetto NABBA, finanziato dall’UE, giovani ricercatori hanno lavorato su innovative soluzioni che migliorerebbero l’efficacia dei farmaci in malattie con tassi di risposta molto scarsi. Il team del progetto ha sviluppato nano-veicoli per migliorare la somministrazione dei farmaci, con risultati promettenti.


  • airc.it Comunicato Stampa

    Leggere il DNA in tempo reale 

    Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genoma grazie a sequenziatori di ultima generazione

    I risultati di una ricerca dell’Università di Firenze, sostenuta da AIRC, sono pubblicati sulla rivista Bioinformatics
    Un gruppo di ricerca interdisciplinare dell'Università di Firenze ha realizzato – grazie a un progetto sostenuto dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro – un nuovo strumento bioinformatico in grado di rilevare in tempo reale le alterazioni geniche in malattie tumorali, analizzando i dati ottenuti da sequenziatori di DNA di ultima generazione, basati sui nanopori.

  • askanews.it

    Osteoporosi: nanomateriali e impalcature 3D per rigenerare le ossa

    Al via progetto ricerca Ue Giotto, nel team anche Università Pisa

    Martedì 16 aprile 2019 - 12:24
    Osteoporosi: nanomateriali e impalcature 3D per rigenerare le ossa

        Roma, 16 apr. (askanews) – Una “colla” da utilizzare in caso di fratture non scomposte, una “rete” connettiva ad espansione da iniettare per riparare bacino e vertebre e delle “impalcature” in 3D per far rigenerare le ossa nei casi ancora più gravi.

    Sono questi i tre approcci per combattere l’osteoporosi basati su biomateriali innovativi e tecnologie avanzate che sono allo studio nell’ambito di “Giotto”, un progetto europeo del programma Horizon 2020 appena finanziato con oltre 5 milioni di euro per i prossimi quattro anni. Insieme a tredici partner scientifici e industriali di dieci diversi Paesi, tra cui l’Italia, nell’impresa è coinvolta anche l’Università di Pisa con il gruppo ricerca del professor Giovanni Vozzi e dall’ingegnere Carmelo De Maria del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e del centro di ricerca “E. Piaggio” .


  • aboutpharma.com

    Medicina scienza e ricerca

    Verso la realizzazione di nanovettori per patologie epatiche, infiammatorie e autoimmuni

    Si chiamano “Ananas” e sono nanovettori biocompatibili e biodegradabili. Sfruttando la loro tendenza ad accumularsi nel fegato viene ridotta la tossicità e potenziato l’effetto terapeutico. Lo studio frutto di un lavoro dell’Istituto Mario Negri e dell’Università di Padova è stato pubblicato su Acs Nano

    di  

    Non tutti i mali vengono per nuocere. È in effetti un gruppo di ricercatori italiani è riuscito a trasformare la tendenza di alcuni nanovettori ad accumularsi nel fegato, in una possibile nuova strategia terapeutica per patologie epatiche, infiammatorie e autoimmuni. In un modello animale di epatite autoimmune, il dexametasone (un farmaco steroideo), è stato incorporato in nanovettori biocompatibili e biodegradabili (detti Ananas), realizzati appositamente dai ricercatori. Con il risultato di ridurre la tossicità del medicinale e potenziarne l’effetto terapeutico. Lo studio, realizzato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università degli Studi di Padova, è stato pubblicato su Acs Nano.