Telemedicina

  • La telemedicina piace agli italiani, lo certificano gli endocrinologi

    Sanità

    ansa.it

    La telemedicina piace agli italiani, lo certificano gli endocrinologi

    Ame, la maggior parte degli utenti è donna. La parola più cercata è menopausa

    Redazione ANSA ROMA 07 novembre 2019 18:15
      La telemedicina piace sempre di più agli italiani. Almeno per quanto riguarda le malattie endocrinologiche, che colpiscono oltre 10 milioni di persone, ossia un individuo su sei. Dell'argomento si è parlato al 18/o Congresso nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) che si tiene a Roma dal 7 al 10 novembre, dove sono stati anche presentati i dati dei progetti di telemedicina promossi da Ame, l'Ambulatorio Virtuale ed Endowiki. Due iniziative che contano migliaia di utenti-pazienti e che consentono già di tirare le somme del fenomeno: la maggior parte degli utenti è donna e vive in centro urbano, e 'menopausa' è la parola più cercata su Endowiki, la stessa che è risultata la più digitata su Google lo scorso anno
  • Sanità digitale, raccomandazioni Oms per un buon uso delle tecnologie

    doctor33.it

    Sanità digitale, raccomandazioni Oms per un buon uso delle tecnologie

    18 apr 2019
    Sanità digitale, raccomandazioni Oms per un buon uso delle tecnologie

       «Sfruttare la potenza delle tecnologie digitali è essenziale per ottenere una copertura sanitaria universale». Ne è convinto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ed è per questo che l'agenzia Onu da lui guidata ha deciso di lanciare le prime linee guida sul loro utilizzo per interventi legati alla salute. Le indicazioni sono state diffuse oggi ed elencano 10 modi in cui i Paesi possono utilizzare le strumentazioni accessibili tramite cellulari, tablet e computer per migliorare le condizioni di vita delle persone e i servizi essenziali. Le tecnologie digitali non sono fini a se stesse - ribadisce Ghebreyesus, in occasione del lancio del documento - sono strumenti essenziali per promuovere la salute, mantenere il mondo al sicuro e servire i vulnerabili». Un'opportunità, insomma, per gli esperti. Anche se, viene precisato subito, gli interventi basati su queste tecnologie non sono sufficienti da soli. Negli ultimi due anni, l'Oms ha riesaminato sistematicamente le evidenze disponibili sul digitale in sanità e ha consultato esperti di tutto il mondo, per produrre le raccomandazioni su come inserire queste tecnologie in modo da ottenere il massimo impatto sui sistemi sanitari e sulla salute delle popolazioni. Un intervento digitale che ha già effetti positivi in ​alcune aree, evidenzia l'Oms in una nota, è l'invio di promemoria alle donne per i controlli prenatali in gravidanza e per gli appuntamenti dei bambini con le vaccinazioni. Altri approcci prevedono l'uso di strumenti digitali a supporto delle decisioni degli operatori sanitari. O ancora per consentire a camici bianchi e pazienti di comunicare a distanza su problemi di salute. 

  • Telemedicina: all’Iss un gruppo di studio per la valutazione economica dei servizi

    aboutpharma.com

    Sanità e Politica

    Telemedicina: all’Iss un gruppo di studio per la valutazione economica dei servizi

    Si è insediato all’Istituto superiore di sanità un nuovo tavolo di lavoro. Focus sullo sviluppo di un modello per l’analisi di costi, aspetti gestionali e possibili sistemi di tariffazione all’interno del Servizio sanitario nazionale

    telemedicina

       Un modello per la valutazione economico-gestionale dei servizi di telemedicina, con l’obiettivo di identificare sistemi di tariffazione sostenibili per il Servizio sanitario nazionale (Ssn). È lo scopo principale del neonato “Gruppo di studio nazionale per la valutazione economica dei servizi in telemedicina” promosso dal Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il gruppo di studio è composto da esperti e accademici in ambito di economia e organizzazione sanitaria e gestione.

  • e-health: Open Fiber e policlinico Milano insieme per telemedicina

    askanews.it

    • SANITÀ Giovedì 14 febbraio 2019 - 18:43

    e-health: Open Fiber e policlinico Milano insieme per telemedicina

    Sperimentazione coinvolgerà gruppo pazienti monitorati a casa

    e-health: Open Fiber e policlinico Milano insieme per telemedicina

        Roma, 14 feb. (askanews) – Open Fiber metterà a disposizione le proprie risorse e competenze per una sperimentazione inerente alla telemedicina con la preziosa collaborazione del Policlinico di Milano, già realtà pioniera nella e-health. L’evoluzione in atto della dinamica demografica e il cambiamento degli stili di vita della popolazione, comportano delle sfide importanti per il Sistema Sanitario Nazionale. Prima fra tutte la necessità di garantire un miglioramento delle condizioni di vita del paziente e allo stesso tempo aumentare l’efficienza della spesa sanitaria pubblica, assicurandone la sostenibilità nel tempo, attraverso la riduzione dell’ospedalizzazione non strettamente necessaria.

  • Retinopatia dei prematuri: telemedicina efficace come oftalmoscopia

    popsci.it

    Retinopatia dei prematuri: telemedicina efficace come oftalmoscopia

    MEDICINA Apr 13,2018 

      (Reuters Health) – La telemedicina avrebbe un’accuratezza simile all’oftalmoscopia nel rilevare la retinopatia del prematuro clinicamente significativa. È quanto ha evidenziato un team di ricercatori guidati da Michael Chiang, della Oregon Health and Science University di Portland. I risultati dello studio sono stati pubblicati da JAMA Opthalmology.

  • Innovazione digitale in sanità: cosa hanno risposto le associazioni di pazienti

    partecipasalute.it

    Innovazione digitale in sanità: cosa hanno risposto le associazioni di pazienti

    Si è da poco conclusa l’indagine online Innovazione Digitale in Sanità: cosa ne pensano le associazioni di pazienti condotta dall’IRCCS Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano. L’indagine era finalizzata a valutare le opinioni dei presidenti di associazioni di pazienti su App-salute e Wearable, cioè i dispositivi indossabili, concentrandosi soprattutto su impatto, uso e ostacoli che loro e i pazienti che essi rappresentano ritengono essere legati a questi strumenti tecnologici. Tramite invito personale via mail e questionario online, sono stati contattati quasi 2000 presidenti e rappresentanti di associazioni sparse in tutto il territorio nazionale, di diverse dimensioni e relative a differenti malattie o attività di volontariato. I rispondenti all’indagine sono stati 258 (*).

  • Tumori rari, la rete nazionale pronta per l’Intesa Stato-Regioni

    Fonte sanita24.ilsole24ore.com

    Tumori rari, la rete nazionale pronta per l’Intesa Stato-Regioni

    di Barbara Gobbi

     Migliorare la risposta del Servizio sanitario nazionale ai pazienti con tumori rari e alle loro famiglie, adottando soluzioni «che favoriscano la formazione di competenze tecnico-professionali di alta qualità, mediante la concentrazione dei casi nonché il facile e tempestivo accesso a esse di pazienti con tumori rari, anche se presenti non nelle Regioni di residenza». In sostanza, rendere effettivo il diritto alla cura e la parità d’accesso, a malati fino a oggi “meno uguali” degli altri. Questo l’obiettivo dello schema d’Intesa sulla realizzazione della rete nazionale dei tumori rari (Rntr), trasmesso alle Regioni, ai sensi dell’articolo 8 della legge 131/2003 (attuazione dell’art. 120 Costituzione sui poteri sostitutivi).

    Le premesse, sia epidemiologiche che organizzative, non sono rosee: su quattro tumori diagnosticati, uno è raro; la sopravvivenza a 5 anni è in media del 55%, ben inferiore al 68% dei tumori comuni; la sopravvivenza, ancora, diminuisce più marcatamente dopo il primo anno dalla diagnosi rispetto ai tumori comuni, dato che fa il paio - si legge nelle premesse al documento - con l’idea che i trattamenti per i tumori rari siano meno efficaci di quelli per i tumori più comuni.

  • Alla terza conferenza europea le ERN diventano una realtà: “Share. Care, Cure”

    Fonte osservatoriomalattierare.it

    Alla terza conferenza europea le ERN diventano una realtà: “Share. Care, Cure”

    Vilnius, 9 marzo 2017. Da sinistra a destra, Anna Carta, Maurizio Scarpa, Marta Mosca, Enrique Terol e Luca SangiorgiAlla base c’è la volontà di far viaggiare conoscenze e competenze piuttosto che i pazienti

    VILNIUS - Il 9 marzo 2017 è una data che rimarrà certamente nella storia delle malattie rare in Europa. Vilnius, la bella capitale della Lituania, ha ospitato l'incontro che ha ufficialmente sancito la creazione delle 24 Reti Europee di Riferimento (European Reference Networks, ERNs), adempiendo a quanto a suo tempo definito dal parlamento europeo nella direttiva 2011/24/UE sul diritto all'assistenza transfrontaliera. La scelta dell'approccio generale, del numero delle reti da realizzare e dei requisiti dei Centri ha richiesto un certosino lavoro di valutazione e di negoziazione, ma questo primo risultato, pur lasciando aperta la porta a integrazioni e modifiche, sembra avere tutta la necessaria organicità.

  • Reti di riferimento europee: 900 squadre mediche collegate in tutta Europa a vantaggio dei pazienti

    Commissione europea - Comunicato stampa

    Reti di riferimento europee: 900 squadre mediche collegate in tutta Europa a vantaggio dei pazienti

     

    Bruxelles, 28 febbraio 2017


    Il 1º marzo diverranno operative le nuove reti di riferimento europee.

    Le reti sono piattaforme uniche e innovative di cooperazione transfrontaliera tra specialisti, dedicate alla diagnosi e alla cura di malattie complesse rare o poco diffuse.

    Rivolgendosi a medici, pazienti e giornalisti presso l'ospedale universitario di Lovanio, in Belgio, Vytenis Andriukaitis, Commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: "Oggi, giornata europea delle malattie rare, sono particolarmente lieto di inaugurare le reti di riferimento europee. In quanto medico, sono stato troppo spesso testimone di storie tragiche di pazienti con malattie rare o complesse lasciati nell'incertezza, a volte senza la possibilità di ricevere una diagnosi esatta ed essere curati. Ho visto quanto fosse difficile per i colleghi dare aiuto perché mancano le informazioni e le opportunità di collaborare. Le reti metteranno in comunicazione le notevoli conoscenze e competenze europee attualmente sparse tra i vari paesi, rendendo l'iniziativa un esempio tangibile del valore aggiunto della collaborazione all'interno dell'Unione. Sono convinto che le reti di riferimento europee saranno un faro per chi soffre di una malattia rara: porteranno a progressi in grado di salvare e cambiare vite."

  • L’Istituto superiore di sanità si riorganizza. Nasce anche il Centro nazionale per l’Hta

    Fonte aboutpharma.com

    L’Istituto superiore di sanità si riorganizza. Nasce anche il Centro nazionale per l’Hta

    Presentato oggi a Roma il nuovo assetto dell’Iss. Ricciardi: “Nel 2017 cinque milioni in più per la ricerca”. Focus su innovazione e sostenibilità. Si rafforza l'impegno per la prevenzione delle malattie e contro le dipendenze. Al via il "Grant Office” per orientare i ricercatori tra bandi e brevetti

    L’Istituto superiore di sanità (Iss) si riorganizza. Per dare impulso alla ricerca, rafforzare l’impegno nelle attività di studio, sorveglianza e prevenzione, ma anche per supportare con autorevolezza le decisioni di politica sanitaria, in particolare sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità. E’ questo, in sintesi, il senso del “restyling” dell’Iss – presentato oggi alla stampa dai vertici dell’istituto – che prevede una nuova distribuzione delle funzioni in 6 dipartimenti, 16 centri nazionali, due centri di riferimento (medicina di genere e salute mentale) e un organismo notificato (per le certificazioni CE dei dispositivi).