Definizione
La
sclerosi laterale primaria viene definita come patologia rara, non
ereditaria contraddistinta da spasticità spinobulbare
altamente progressiva, correlata alla perdita esclusiva dei neuroni
piramidali precentrali, con degenerazione secondaria del tratto
piramidale e risparmio dei motoneuroni delle corna anteriori.
(Le-Forestier et al. What's new in primary lateral sclerosis?
Revue-Neurologique. Apr 2000; 156 (4) : 364-371)
E'
caratterizzata da spasticità degli arti inferiori seguita da
coinvolgimento degli arti superiori, raro interessamento dei nervi
cranici, tipico risparmio di tutte le funzioni sensitive, alterazioni
delle funzioni sfinteriche e alla fine da lievi alterazioini delle
funzioni cognitive. (Arruda et al. Primary lateral sclerosis. A case
report with SPECT study. Arq-Neuropsiquiatr. 1998 Sep; 56(3A): 465-71)
Segni e sintomi
Generalmente
la patologia inizia in modo insidioso nella quinta o nella sesta decade
con rigidità prima di una gamba, poi dell'altra;
c'è un rallentamento dell'andatura, con il prevalere della
spasticità rispetto alla debolezza con il passare del tempo.
Con l'ausilio di un bastone è possibile camminare ancora per
molti anni dopo l'esordio, ma alla fine questa condizione acquisisce le
caratteristiche peculiari di una grave paraparesi spastica. I movimenti
delle dita diventano sempre più lenti, gli arti superiori
divengono spastici e , se la malattia persiste per decenni, il
linguaggio assume il tono pseudobulbare. In alcuni pazienti la malattia
si sviluppa in un paio di anni. Non sono presenti segni e sintomi
sensitivi. La forza degli arti inferiori viene spesso trovata
sorprendentemente buona; la difficoltà alla locomozione
infatti è principalmente attribuibile alla
spasticità. Circa la metà dei pazienti
acquisiscono spasticità della vescica. Pringle e
collaboratori sostengono che un importante criterio diagnostico della
malattia è la progressione per 3 anni in assenza di evidente
disfunzione del secondo motoneurone. Più raramente la
spasticità comincia nei muscoli orofaringei. (Adams et al.
Principles of Neurology. 2001)
Storia naturale
La sclerosi laterale primaria
è una forma di malattia del motoneurone come la sclerosi
laterale amiotrofica, sebbene vadano considerate come due patologie
distinte. In teoria tutti i pazienti nei quali i segni della
degenerazione del tratto corticospinale rivelano la presenza di
sclerosi laterale amiotrofica, svilupperanno manifestazioni della
sofferenza del secondo motoneurone entro un anno, o, in linea generale,
più precocemente. I pazienti che rimangono con limitati
segni bilaterali del primo motoneurone, spesso risultano avere sclerosi
multipla, o una lenta compressione del midollo spinale operata da una
spondilosi o da un meningioma, o la forma mielopatica di
adrenoleucodistrofia (maschi affetti e femmine portatrici); in alcuni
viene riscontrata la paraplegia spastica tropicale, la mielopatia
associata all'HIV o una storia familiare di paraplegia spastica
(malattia di Stümpell-Lorrain). Circa il 20% di questi
pazienti hanno una disfunzione lentamente progressiva del tratto
corticospinale che comincia con paraparesi spastica pura che coinvolge
successivamente e in misura minore, gli arti superiori e i muscoli
orofaringei. Questi casi hanno caratteristiche neuropatologiche
peculiari e vengono identificati come sclerosi laterale primaria,
termine coniato originariamente da Erb nel 1875. (Adams et al.
Principles of Neurology. 2001)
Eziologia
La
patogenesi delle forme sporadiche delle malattie del sistema motorio
non è conosciuta.
Studi patologici hanno scoperto
un modello relativamente stereotipato comprendente un numero ridotto di
cellule di Betz nella corteccia motoria frontale e prefrontale,
degenerazione del tratto corticospinale e risparmio dei motoneuroni del
midollo spinale e del tronco cerebrale (Beal e Richardson, Pringle et
al.). Le lesioni del tratto corticospinale sono identiche a quelle
tipiche della sclerosi laterale amiotrofica. (Adams et al. Principles
of Neurology. 2001)
Diagnosi
La
sclerosi laterale primaria può essere distinta dalla
sclerosi laterale amiotrofica sulla base delle caratteristiche cliniche
e patologiche. La prima è caratterizzata da un decorso
clinico assai più lungo, da un esclusivo coinvolgimento del
primo motoneurone, dalla perdita dei neuroni piramidali precentrali e
da un risparmio delle cellule delle corna anteriori (Brown et al.
Motor-evoked responses in primary lateral sclerosis. Muscle-Nerve. 1992
May; 15(5): 626-9).
L'elettromiografia, la stimolazione
magnetica transcranica, la risonanza magnetica cerebrale e la
tomografia compiuterizzata ad emissione di singoli fotoni possono
aiutare nella diagnosi (Cruz-Martinez et al. Transcranial magnetic
stimulation in amyotrophic and primary lateral sclerosis.
Electromyogr-Clin-Neurophysiol. 1999 Jul-Aug; 39(5): 285-8).
Terapia
Per quanto riguarda il
trattamento, si può tentare di ridurre la
spasticità con farmaci come il baclofene, la tizanidina o
infusioni subaracnoidee di baclofene. Vengono somministrate delle dosi
iniziali intratecali di prova per prevedere la risposta all'infusione
in pompa di baclofene, tuttavia questa prova può fallire.
Nei casi gravi, può essere consigliabile continuare con
un'infusione costante per diversi giorni. Generalmente il massimo che
ci si può attendere è un leggero miglioramento
dovuto alla riduzione dell'estrema rigidità. (Adams et al.
Principles of Neurology. 2001)