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Molecole jolly e gene Thor, la lotta ai tumori diventa hi-tech 

Le nuove strategie molecolari per colpirli al cuore  

Redazione ANSA  18 gennaio 2018  09:43 

Una cellula tumore nel momento in cui si divide (fonte: United States: National Institutes of Health) © Ansa

 La lotta ai tumori e' cambiata negli anni. diventando hi-tech. L'identikit di un tumore non e' più legato a un organo, ma è ormai molecolare. Questo nuovo approccio ha portato i ricercatori ad affinare le strategie di contrasto, sempre piu' mirate: dal gene Thor che, come il personaggio dei fumetti della Marvel, aggredisce il cancro, ai motori molecolari che come una 'droga' alimentano i tumori.

Anche se molto diverse fra loro, le nuove strategie hanno un obiettivo comune: "inibire i bersagli molecolari dentro le cellule, non raggiungibili da vie tradizionali", ha osservato Fabrizio d'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Ifom (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) e dell'Istituto di genetica Molecolare del Cnr di Pavia

Spingere le molecole al suicidio : L'ultima arma hi-tech anticancro e' stata messa a punto nel Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston. Descritta sulla rivista dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), e' una molecola progettata  per bloccare una specifica proteina che, come un 'jolly', tiene in vita molti tumori: dai linfomi alle leucemie al cancro al seno."Quella messa a punto dal Mit e' una strategia che favorisce il suicidio delle cellule tumorali, un processo di morte programmata che prende il nome di apoptosi", ha rilevato d'Adda di Fagagna. Quando una cellula accumula troppi errori nel proprio Dna, sceglie infatti di darsi la morte pur di non diventare cancerosa. Molti tumori, pero', riescono ad aggirare questa morte grazie alla proteina Mcl-1, che consente alle cellule tumorali di crescere in modo incontrollato. La proteina disegnata dai ricercatori del Mit interviene proprio contro Mcl-1, bloccandola e consentendo alle cellule cancerose un 'suicidio onorevole'.

La droga dei tumori: Il gruppo della Columbia University di New York guidato da Antonio Iavarone ha scoperto il 'generatore di energia' dal quale i tumori dipendono come da una droga per avere una continua 'ricarica' e che potrebbe diventareun futuro bersaglio di farmaci.

Il gene Thor: Sempre dagli Stati Uniti, dall'Universita' del Michigan, arriva la scoperta del gene Thor, che ha un impatto diretto sullo sviluppo del cancro: spegnendolo nelle cellule malate, infatti, la crescita del tumore rallenta. Anche Thor potrebbe essere il bersaglio di nuovi farmaci antitumorali.

Nanoparticelle: Un altro approccio, dell'Universita' britannica di Surrey, e' basato sunanoparticelle 'intelligenti' che combattono il tumore col calore, uccidendo solo le cellule malate.

Varianti genetiche pop: La ricerca si concentra anche sulla caccia di nuove varianti genetiche. Come le 60 scovate dall'Universita' britannica di Cambridge che predispongono al tumore al seno, molto piu' 'popolari' dei geni Brca1 e 2 resi celebri dal caso di Angelina Jolie.

 

Fonte ansa.it
URL http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/01/17/dalla-molecola-jolly-al-gene-thor-la-lotta-ai-tumori-diventa-hi-tech_d8d793f5-144a-4050-b13c-a3ea2ba77896.html