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Fonte pharmastar.it

Artrite psoriasica, secukinumab mantiene l'efficacia a tre anni
Nuovi dati sull'anticorpo monoclonale secukinumab dimostrano miglioramenti prolungati dei segni e dei sintomi dell'artrite psoriasica (AP) nel corso di tre anni, anche in termini di dolore riferito dal paziente. Tali risultati sono stati resi noti in occasione dell'incontro annuale dell'American College of Rheumatology (ACR) a Washington DC (Stati Uniti).

 

  15 novembre 2016

 

Nuovi dati sull’anticorpo monoclonale secukinumab dimostrano miglioramenti prolungati dei segni e dei sintomi dell’artrite psoriasica (AP) nel corso di tre anni, anche in termini di dolore riferito dal paziente. Tali risultati sono stati resi noti in occasione dell’incontro annuale dell’American College of Rheumatology (ACR) a Washington DC (Stati Uniti).

Il secukinumab è il primo inibitore approvato dell’interleuchina-17A (IL-17A) interamente umano in grado di dimostrare un’efficacia mantenuta per tre anni in pazienti con AP, una patologia cronica che colpisce la cute e le articolazioni. Il secukinumab è inoltre l’unico inibitore dell’IL-17A indicato per la spondilite anchilosante (SA), l’AP e la psoriasi, un dato significativo in quanto fino a otto pazienti su 10 affetti da AP manifestano già la psoriasi.

Durante il primo anno dello studio di estensione in aperto della durata di tre anni, che è una continuazione dello studio in doppio cieco di due anni descritto precedentemente, il 77% dei pazienti con AP ha raggiunto una risposta ACR 20 (criteri di risposta American College of Rheumatology) con secukinumab. Si sono registrati tassi di completamento dello studio di estensione elevati, in quanto il 95% dei pazienti ha completato il primo anno dello studio di estensione1. Questi nuovi dati dimostrano che i tassi di risposta sono stati coerenti dall’anno 1 (69,4%) all’anno 3 (76,8%), indipendentemente dal fatto che i pazienti avessero o meno ricevuto un anti-TNF prima di secukinumab. È importante sottolineare che una componente di tale valutazione comprende il dolore riferito dal paziente. Il secukinumab ha dimostrato precedentemente che il 79% dei pazienti con SA ha raggiunto una risposta ASAS 20 (Assessment of Spondyloarthritis International Society) a due anni. Inoltre, dati precedenti indicano che fino all’80% dei pazienti con SA e fino all’84% dei pazienti con AP trattati con il secukinumab non hanno mostrato a due anni alcuna progressione radiografica della patologia a livello della colonna vertebrale e delle articolazioni, rispettivamente,  come dimostrato dalla valutazione radiografica. Il secukinumab continua ad avere un profilo di sicurezza favorevole, il che è coerente con quanto dimostrato negli studi di fase III.
   
Informazioni sul secukinumab e sull’interleuchina-17A (IL-17A)
Il secukinumab è un anticorpo monoclonale interamente umano che neutralizza in modo selettivo l’IL-17A. La ricerca suggerisce che l’IL-17A può svolgere un ruolo importante nello sviluppo di condizioni autoinfiammatorie nelle entesi e, infine, nella risposta immunitaria dell’organismo nella psoriasi, nell’SA e nell’AP.

Il secukinumab è il primo inibitore dell’IL-17A approvato per il trattamento dell’SA e dell’AP in fase attiva in oltre 55 Paesi, inclusi i Paesi dell’Unione Europea, la Svizzera e gli Stati Uniti. È inoltre approvato per il trattamento dell’AP e della psoriasi pustolosa in Giappone.

Il secukinumab è approvato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in 65 Paesi, tra cui i Paesi dell’Unione Europea, il Giappone, la Svizzera, l’Australia, gli Stati Uniti e il Canada. In Europa, il secukinumab è approvato per il trattamento sistemico di prima linea della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti4. Negli Stati Uniti, il secukinumab è approvato per il trattamento della psoriasi a placche di grado da moderato a grave in pazienti adulti che sono candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia17.

Oltre 10.000 pazienti sono stati trattati con il secukinumab nel contesto di studi clinici per diverse indicazioni e oltre 50.000 pazienti sono stati trattati in un  contesto post-marketing.

Informazioni sullo studio FUTURE 1
FUTURE 1 è uno studio registrativo di fase III, controllato verso placebo, randomizzato, multicentrico, della durata di due anni volto a valutare l’efficacia del secukinumab in pazienti con AP in fase attiva. FUTURE 1 ha arruolato 606 pazienti con AP in fase attiva e ha valutato il secukinumab con dosi di carico per via endovenosa (10 mg/kg) e dosi di mantenimento sottocutanee (75 mg e 150 mg). L’endpoint primario ha valutato la superiorità del secukinumab rispetto al placebo nella percentuale di pazienti che hanno raggiunto la risposta ACR 20 alla settimana 24. Dalla settimana 16, i pazienti del braccio placebo sono stati nuovamente randomizzati al trattamento con il secukinumab 75 mg o 150 mg alla settimana 16 o alla settimana 24, sulla base della risposta clinica. Alla settimana 104, i pazienti potevano accedere alla fase di estensione dello studio.

Fonte pharmastar.it
URL http://www.pharmastar.it/?cat=24&id=22766