Tumori

  • ansa.it

    Usa, 'taglia incolla' Dna verrà usato su pazienti con tumore

    Al via a breve sperimentazione sull'uomo, la prima fuori da Cina

    Redazione ANSA ROMA  18 gennaio 2018 12:49

    Crispr assomiglia a ‘forbici molecolari’ che permettono di ‘riscrivere’ intere sequenze di Dna (fonte Stuart Caie, Flickr) © Ansa

    ROMA - La tecnica, che permette il 'taglia e incolla' del Dna, verrà testata a breve sui pazienti per combattere 3 tipi di tumori. Lo ha annunciato, riporta la rivista del Mit, l'università della Pennsylvania, che diventerà il primo centro fuori dalla Cina a sperimentare l'applicazione sull'uomo. Il test, riportano i ricercatori sul sito ufficiale del governo Usa clinicaltrial.gov, riguarderà 18 pazienti affetti da melanoma, mieloma multiplo e sarcoma. Le cellule del loro sistema immunitario verranno modificate con la tecnica per poi essere reinfuse e combattere la malattia 'dall'interno'.

  • Fonte sanita24.ilsole24ore.com

    Tumori rari, la rete nazionale pronta per l’Intesa Stato-Regioni

    di Barbara Gobbi

     Migliorare la risposta del Servizio sanitario nazionale ai pazienti con tumori rari e alle loro famiglie, adottando soluzioni «che favoriscano la formazione di competenze tecnico-professionali di alta qualità, mediante la concentrazione dei casi nonché il facile e tempestivo accesso a esse di pazienti con tumori rari, anche se presenti non nelle Regioni di residenza». In sostanza, rendere effettivo il diritto alla cura e la parità d’accesso, a malati fino a oggi “meno uguali” degli altri. Questo l’obiettivo dello schema d’Intesa sulla realizzazione della rete nazionale dei tumori rari (Rntr), trasmesso alle Regioni, ai sensi dell’articolo 8 della legge 131/2003 (attuazione dell’art. 120 Costituzione sui poteri sostitutivi).

    Le premesse, sia epidemiologiche che organizzative, non sono rosee: su quattro tumori diagnosticati, uno è raro; la sopravvivenza a 5 anni è in media del 55%, ben inferiore al 68% dei tumori comuni; la sopravvivenza, ancora, diminuisce più marcatamente dopo il primo anno dalla diagnosi rispetto ai tumori comuni, dato che fa il paio - si legge nelle premesse al documento - con l’idea che i trattamenti per i tumori rari siano meno efficaci di quelli per i tumori più comuni.